Non si fermano le polemiche nei confronti dell’assessore all’istruzione del Comune di Terni, Valeria Alessandrini, duramente critica verso il progetto di educazione alla parità di genere ‘Bambole azzurre e soldatini rosa”, partito ad Amelia nella scuola primaria Mameli, a cura del Mise (LEGGI).
Stavolta sono i sindacati confederali della scuola a prendere posizione e a criticare in una nota congiunta l’uscita dell’assessore Alessandrini.
«Siamo davvero rassicurati – scrivono Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola in un comunicato – di sapere che anche secondo l’assessore all’istruzione del Comune di Terni, Valeria Alessandrini, la scuola sia il luogo dell’inclusione. Dalla politica comunale ci aspettiamo infatti esclusivamente sostegno e supporto alle scelte educative delle scuole del territorio, senza interferenze fuori luogo e strumentali.
Tuttavia – prosegue la nota – ci duole dover constatare come le dichiarazioni dell’assessore comunale in merito al progetto di Amelia vadano in ben altra direzione, risultando cariche di pregiudizio rispetto alle scelte progettuali della scuola e poco rispettose dell’utenza e degli operatori scolastici che, all’interno degli organi collegiali della scuola e senza condizionamenti ideologici, progettano e condividono le scelte educativo-didattiche.
Affermare infatti, come fa l’assessore Alessandrini, che un progetto come quello in atto nella scuola primaria Mameli non entrerà mai nelle scuole di Terni è un comportamento fuori luogo e inaccettabile, in quanto, al di là del tema specifico, eccede e anche di molto quelle che sono le competenze del suo ruolo».
«Nessun assessore – prosegue la nota – può pensare di poter decidere cosa entra nelle scuole e cosa no. La scuola pubblica è competenza dello Stato, e quali progetti possano attuarsi lo decidono i docenti e i dirigenti, senza dover interpellare la politica».
«Invitiamo pertanto l’assessore – concludono i sindacati – ad un impegno forte e costante negli ambiti specifici di sua responsabilità, dove per altro c’è davvero tanto da lavorare. A partire dall’edilizia scolastica, con circa il 70% delle scuole di Terni che non rispettano le norme antisismiche».
Foto: TerniLife ©